La coltura dell’olivo fu introdotta nella parte orientale dell’isola a partire dal I millennio a. C. ad opera dei Fenici e successivamente dai Greci che colonizzarono Katane (Catania) nel 750 a. C. La presenza dell’Etna, le cui frequenti manifestazioni effusive erano ben conosciute già nel mondo antico, ha alimentato il mito, attraverso il quale ci giungono suggestive informazioni circa la coltura dell’olivo in questa zona. Omero, con la sua Odissea, è certamente la fonte più celebre. Il ciclope Polifemo, personificazione dell’Etna, viene accecato da Ulisse e dai suoi compagni con un tronco di olivo appuntito. L’olio d’oliva dell’Etna per tutto l‘800 e i primi anni del ‘900 è stato un prodotto conosciuto ed apprezzato da molti consumatori italiani ed europei, infatti dal porto di Riposto ingenti quantitativi di olio partivano alla volta dei mercati nazionali ed esteri. Storia, mito, fascino, unicità di paesaggio e tecniche colturali particolari, concorrono a fare dell’extra vergine d’oliva Monte Etna un prodotto tipico molto apprezzato dagli intenditori. Le caratteristiche orografiche e la natura dei suoli dell’area di produzione sono fortemente caratterizzate da ciò che resta dall’attività vulcanica. Le aree pedemontane dell’Etna sono quelle più vocate e maggiormente interessate dalla coltura, sia da olio sia da mensa. La superficie complessiva della DOP è di 7.000 ettari e interessa 12.500 aziende circa. Si estende dal versante sud-ovest a quello nord dell’Etna, interessando le province di Catania, Enna e Messina. Nel Catanese riguarda i comuni di: Adrano, Belpasso, Biancavilla, Bronte, Camporotondo Etneo, Castiglione di Sicilia, Maletto, Màniaci, Motta S. Anastasia, Paternò, Ragalna, Randazzo, S. Maria di Licodia, S. Piero Clarenza; nell’Ennese il comune di Centurie; nel Messinese i comuni di Malvagia, Mojo Alcantara, Roccella Valdemone e S. Domenica Vittoria. L’olio DOP Monte Etna è ottenuto dalla Nocellara etnea (per almeno il 65%) e dalle varietà: Moresca, Tonda iblea, Ogliarola messinese, Biancolilla, Brandofino o Castiglione, che da sole o congiuntamente non devono superare il 35%.
Il carrello è vuoto
Concours Mondial de Bruxelles Medaglie per il vino siciliano di qualità. La Sicilia del vino di qualità al Concours 2010 - giocato in casa a Palermo dal 23 al 25 aprile scorsi - esce a testa alta e con un bel bottino di medaglie, ben 77 sulle 228 conquistate dall'Italia. (leggi)
Enoturismo in Sicilia Esportare vino e importare turismo. E’ quanto emerge dal sistema produzione vino e dalle economie finanziarie che ad esso sono collegate. La Sicilia ha avuto nel 2009 6.332.760 presenze nazionali e 4.199.965 presenze straniere. Una logica economica che dal prodotto si sposta al territorio. (leggi)